Archivio mensile:agosto 2017

#Ecisonodentrocontuttelescarpe..

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Ho ancora in mente, nitida e chiara, l’immagine di me seduta sullo scalino di ingresso di un cottage irlandese, con i jeans infilati dentro un paio di galosce verdi, leggermente sprofondate nel terreno umido dopo la pioggia estiva.

Tra le mani un bicchiere di Whiskey doppio malto, in compagnia di in vecchio gatto e di uno splendido esemplare di bovaro del bernese.

Poi sono diventata mamma.

Non è stato per caso ma non lo avevo certo pianificato a lungo, non avevo immagini precise di me mamma, ho improvvisato, ho fatto del mio meglio e tutto sommato ha funzionato, per un po’.

Poi sono diventata la mamma di un bambino in piena fase “oppositiva” così la chiamano su quei libri che prima avrei usato al massimo per tenere pari il Decanter e che ora leggo avidamente come un buon Cristiano la Bibbia cercando aiuto nella parola del Messia.

Sapete già come va a finire vero?

Aiutati che Dio ti aiuta ovvero arrangiati.

I famigerati Terrible Two che avrei scommesso la cifra poco consistente sul mio conto in banca non mi avrebbero mai riguardato, lontani da me come le ansie delle vecchiette al circolo prima del torneo di Ramino, mi hanno investita come un’onda anomala.

Non ero preparata.

Quello stesso bambino che ha squarciato le mie certezze e il mio cuore con i suoi sorrisi, in quegli stessi squarci ora infila gli artigli.

Piccole, infinite, snervanti lotte per ogni piccola semplice cosa, sguardi di sfida, calci, fughe, urla, lacrime, compromessi, promesse.

Giornate in cui penso che non ce la faccio, non fa per me, in cui torno a lustrare quel ricordo di me lontana da tutto.

Ore di domande, sensi di colpa, geniali fottute intuizioni che puntualmente si rilevano inutili, dolci schiarite prima di un nuovo temporale.

Lo so che ci siete passati tutti o quasi, che ci sono fiumi di carta stampata sull’argomento, blog, forum a tema, circoli di sostegno al genitore e il buon vecchio costoso psicanalista.

Ma tanto quando succede a te, è sempre la prima volta.

E allora anche i consigli sono inutili perché ogni storia è diversa, come diceva lo Stregatto ad Alice, tutte le direzioni sono giuste se non sai dove vuoi andare.

E poi stasera prima di addormentarti mi hai detto: Mamma vieni quí vicino a me, mi prendi? Hai voluto che ti raccontassi ancora di quando eri piccolo come un chicco di riso e la tua casa era la mia pancia, mi hai toccato l’ombelico dicendo che quella era la porta.

Poi ti sei arrampicato addosso come un naufrago su uno scoglio, aggrappato forte per sentirti al sicuro nel mare tempestoso del tuo cambiamento e ho capito che anche tu avevi paura.

Allora ti ho stretto forte, ti ho accarezzato i capelli e ho pensato che in fondo ho sempre amato l’avventura, scrivere, sognare. Ho pensato ad una frase che ho citato tante volte senza capirne a fondo il significato: il cambiamento non è mai doloroso, solo la resistenza al cambiamento lo è.

E poi ho capito che voglio tenere il timone di questa barca e arrivare in un nuovo porto, senza aspettarmi nulla se non il viaggio che ci aspetta, insieme…

 

 

 

 

 

 

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