Archivio mensile:luglio 2017

La felicità non è un attimo, è nell’attimo…

 

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Questa mattina, in un’assolata e caldissima Firenze, siamo tornati al parco. Alle cascine, il nostro parco, il parco che mi appartiene ormai almeno un po’, ma io appartengo a quel luogo? Non lo so.. e mentre me lo domandavo siamo arrivati al laghetto, quello dove andiamo almeno una volta a settimana da due anni, esattamente i due anni da quando abitiamo a Firenze.

Mi sono fermata così, a qualche passo dalla ringhiera che delimita il perimetro dell’acqua e mi sono accorta che i fiori che avevo visto piantare, quei semini nella terra rivoltata che erano soltanto un progetto di fiori futuri, ora erano li, sbocciati e bellissimi. Mi sono accorta che le tartarughe che avevo visto piccolissime nuotare a pelo d’acqua erano diventate grandi e rotonde e prendevano il sole sul bordo con le zampette distese. Mi sono guardata intorno e ho sentito qualcosa, una specie di amore, una specie di “gratitudine”. Mi sono accorta di quante volte ho desiderato indossare le vite degli altri, come se fossero indumenti diversi da provare per scoprire come mi stavano addosso, quante volte ho desiderato essere altrove senza sapere precisamente dove.

Ho ringraziato nel cuore mio figlio di avermi insegnato ad attendere, a sentirmi parte di questa vita che cambia e ci porta con sé. Ho capito perché lui come tanti bambini riesce ad essere “felice con poco” come diciamo noi adulti. Ho osservato con quanta assoluta “attenzione” e “intenzione” fa ogni piccola cosa.. mentre io, mentre noi, siamo spesso distratti, spezzati e dispersi in un caleidoscopio di emozioni, ricordi, pensieri.

Siamo assenti da noi stessi e dall’attimo in cui viviamo. Lui quando gioca, quando cerca i pinoli da mettere nella sua bottiglietta, ha solo quella missione in mente, è concentrato, presente, assorto e tutto il suo mondo si ferma in quell’unica importantissima operazione, non importa che io gli dica, andiamo, facciamo, sbrigati, lo farai dopo… non può capirmi. Per lui non c’è un dopo, un dovere alternativo, un pensiero di quel che accadrà, non concepisce di poter posticipare la sua gioia, quella gioia è li, presente, è quella cosa, non è un attimo ma è esattamente in quell’attimo.