I capricci son finti, se non lo sai, sallo!

 

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Qualche giorno fa, sul beneamato web, mi sono imbattuta nel solito articolo illuminante che vorrebbe spiegare a me in quanto genitore, che i capricci “non esistono”, un po’ come i fantasmi, può capitare che qualcuno li veda, ma ovviamente, non esistono.

Esistevano una volta, quando noi, io, te e anche tu nell’angolo che sbirci nel mio blog, eravamo bambini. Allora si, i genitori potevano sgridare i propri figli, dare delle regole, insegnare a stare in società, a capire quali fossero i propri limiti e i propri spazi, esisteva anche il famoso “ceffone terapeutico” o la “ciabatta educativa”, scommetto che qualcuno ne ha schivate parecchie lanciate dalla madre. Eppure guarda, siamo ancora vivi, strano ma vero. Siamo qui, io a scrivere il mio post e voi a leggerlo, miracolo della fisica. Oggi invece, i capricci son finiti, i bambini vanno capiti, lasciati fare, non sono “bizze” le loro, sono crisi esistenziali, certo, si sono innervositi mentre riflettevano sui massimi sistemi dell’universo e questo li ha condotti a buttarsi per terra, a urlare senza apparente motivo, a richiamare la vostra attenzione con forza senza concedervi un nano secondo per finire di fare la spesa o di dire una cosa al telefono. Ma sappiatelo, non sono mai e poi mai capricci, sono “richieste di vero amore” le loro, la colpa è vostra perché non gliene date abbastanza e sempre perché lo sappiate, non dovete alzare la voce che si spaventano e non dovete dare pacche sul sedere che si traumatizzano, dovete sedervi al tavolo di un bar di fronte una cioccolata calda e fare un tema sull’ansia al quale il vostro pediatra poi darà un voto. Non importa se il bambino in questione ha 5 anni o magari pure 6, se è lo stesso bambino perfettamente in grado di decidere quali scarpe di vuole comprare e cosa vuole o non vuole mangiare, in grado di usare il vostro smartphone meglio di voi e di registrarsi un cartone animato su SKY, la sua capacità intellettiva viene improvvisamente meno quando qualcosa lo turba nel profondo del cuore, e quindi non si può ricorrere alla sgridata perché lui poverino non capisce, soffre per la tragedia della fame nel mondo e quindi vi smonta la casa o si rifiuta di venire via dal parco, ma non è un capriccio, non sia mai! E’ come quando un’omicida viene graziato perché era incapace di intendere e di volere, è giustificato.

Poi, quando andrà a scuola e prenderà dei brutti voti o magari qualche nota in condotta, siate pronti a difenderlo sempre, perché sicuramente ha cattivi insegnanti, incapaci di trovare il giusto metodo educativo per lui e che sono noiosi quando fanno lezione, quindi è normale che vostro figlio/a prenda il banco a randellate o scriva sui muri dei corridoi, qualcosa deve pur fare no? E poi quando sarà un baldo adolescente e non farà sedere anziani e donne incinta sui mezzi pubblici, non sarà certo perché è maleducato, figuriamoci, è solo stanco perché a scuola lo sfiniscono povera anima.

Insomma magari ogni tanto facciamocele due domande, invece di berci tutte le cazzate pedagogiche con cui ci inondano ogni giorno, magari ogni tanto diciamo ai nostri figli che al ristorante si sta seduti e non si corre come animali sotto i tavoli di tutti gli altri clienti, perché non viviamo in una jungla, magari ogni tanto allunghiamola una mano su quei santi sederi quando abbiamo l’impressione che forse i capricci non siano finiti ma abbiano solo cambiato nome, perché la moda si sa è sempre diversa.

Sono abbastanza sicura che nessun bambino morirà per questo e chissà magari questa società potrebbe anche beneficiare di individui che abbiano imparato ad avere un millimetro in meno di libertà e uno in più di rispetto, perché “La libertà un individuo, finisce dove comincia quella di un altro.”

 

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