Pensieri circolari ( Di vecchiaia e di virtù)

 

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Vi siete mai chieste come sareste invecchiate? Mi piacerebbe saperlo, vorrei sapere cosa e come vi eravate immaginate, quanto vi siete allontanate da quell’idea, dove siete adesso.

Io pensavo che sarei invecchiata sola, senza figli, con un gatto, forse due, magari anche tre. Adoro i gatti. Pensavo che sarei invecchiata in un paese del Nord Europa, in uno di quelli dove non arriva mai veramente l’estate. Nella mia testa c’è un’immagine di una me esile e delicata che passeggia dentro un paio di stivali di gomma, su una lunghissima spiaggia di qualche sperduta costa irlandese, con i capelli rossi che ondeggiano cinematograficamente al vento.

 Si, lo so. Nella vita reale non sono così esile e i mie capelli si sarebbero arruffati diventando una massa nodosa inguardabile e gonfia di umidità salmastra, certo, ma questo è il mio sogno che diamine, quindi posso essere strafica quanto mi pare. Ero pure più alta ecco.

Avrei fatto la scrittrice, o qualcosa di tremendamente creativo e interessante e avrei avuto molto tempo per lunghi bagni a lume di candela, tazze di tisane profumate con gli Scones e altre simili graziose amenità. Per darvi un’idea di quanto io mi sia allontanata da quel simpatico filmino, vi dirò che nella nuova casa dove abito da più di un anno ormai, ho una bella vasca, che ho puntato i piedi per averla, perché la desideravo tanto, dopo una vita di docce veloci, noiosamente in piedi.

Quella vasca non è mai stata usata, non ancora, non da me. Ci faccio il bagno a mio figlio. Ci metto i fiori quando devo bagnarli. La pulisco per bene, ma non ho ancora avuto occasione di entrarci e restare lì, a farmi venire la pelle cotta, le piegoline, insomma per il troppo ammollo. Previdentemente, perché non si sa mai, avevamo messo anche la doccia, e io uso ancora quella.

Le tisane le bevo in piedi mentre stiro, sperando di riuscire a finire in tempo sia di stirare che di bere, niente scones, al massimo una barretta ai cereali dietetica. Il gatto ce l’ho, uno solo, però in compenso ho fatto un figlio, uno solo anche di quello. Dopo vari spostamenti, vivo stabilmente a Firenze, che per quanto sia bella, non ha certo un clima nordico, non ha il mare, e l’unica cosa in comune con la mia spiaggia irlandese, è il tasso di umidità, che in estate mi fa ricordare i nomi dei santi. Scrivo di corsa, nei ritagli di tempo, il mio PC è normalmente abbandonato su una piccola penisola al centro dell’open space cucina-salotto, tra una rimestolata al sugo per la polenta e una sistemata ai giocattoli sparsi dappertutto, aggiungo qualche riga alle centinaia di racconti rimasti a metà.

Tutto questo, ha molto poco a che fare col mio progetto originario. Ma forse, è un po’ come con il Principe azzurro, crescendo e facendo esperienza, ci si rende conto che anche se non arriva quello con la calzamaglia turchina, alla fine non importa, che la calzamaglia è un po’ ridicola e che di colori belli ce ne sono tanti e magari l’azzurro, nemmeno vi dona.

Forse la vita che faccio oggi è più virtuosa, sicuramente meno egoista e lasciva però, però certi pensieri, come ho sentito dire una volta, sono proprio “circolari”, girano in tondo e per quanto sia ampia la circonferenza del cerchio, finiscono sempre per ripassarvi davanti.

E così alla fine ritorno a me che cammino negli stivali di gomma, su quella spiaggia, torno a pensare a quanto sarebbe facile, iniziare a camminare piano, lentamente, lasciando soltanto orme leggere sulla battigia, orme come briciole di pollicino, che verranno mangiate dalle onde fredde e non lasceranno traccia. Allontanarmi senza voltarmi indietro, col vento nei capelli rossi, e semplicemente, ricominciare.

 

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3 pensieri su “Pensieri circolari ( Di vecchiaia e di virtù)

  1. marina

    A 15/16 anni mi vedevo donna trentenne impegnata nel lavoro, giornalista o avvocato; avevo due figli e lui era Lui…fino e innamorato perso. Anche io mi vedevo lontana da qui. Poi pian piano mi sono vista fifa coi capelli lunghi che non si incremento, secca e sicura di me. Poi ancora mi son vista realizzare il sogno di un negozio-laboratorio dove dipingere come dicevo io. E l’ho realizzato! È durato 7 anni: di fatica e gioia. Poi zacchete: allergia…smetto di dipingere e chiudo tutto. Da quel momento ho vissuto il momento: progetto e sogno perché è linfa vitale ma vivo il momento perché alla fine i nostri sogni non sempre sono il meglio x noi 😊

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