“Dieci regole”, per capire se stai “lavorando”.

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Ci sono almeno dieci cose, che distinguono un “vero” lavoratore, da uno che “lavoricchia”. Dieci punti cardine che certificano o meno, il vostro ruolo di “contributore sociale”.

  1. LIVELLO DI STRESS: Se non siete stressati, nervosi, scontrosi quanto basta, se non frequentate con una certa regolarità, la macchinetta del caffè in cialde e il cassetto con le pastiglie di Malox e  Moment della vostra scrivania, allora no, NON STATE LAVORANDO.
  2. TEMPO PERSO NEL TRAGITTO: Se non uscite di casa per poi restare imballati come scatole in un magazzino, per un certo numero di minuti (diciamo non meno di una mezz’ora, ma già così sarebbe pochino) nella vostra macchina, su un treno, autobus, o un qualsiasi noioso mezzo di trasporto pubblico, allora no, NON STATE LAVORANDO.
  3. WAKE UP TIME: Se non vi alzate almeno prima delle 7, correndo per arrivare in tempo, se non bestemmiate alla vostra sveglia, se avete il coraggio di iniziare a produrre che ne so, dopo le 9 del mattino e magari per meno di 8 ore consecutive, allora no, NON STATE LAVORANDO.
  4. LAMENTAZIONE: Se non vi lamentate quotidianamente, o perlomeno settimanalmente, già mensilmente sareste poco credibili, della vostra mansione, del capo, dei colleghi, degli orari, delle poche ferie e di quanto sia corto il week end, allora no, NON STATE LAVORANDO.
  5. EFFETTO JET LAG: Se non rimanete attaccati al vostro lavoro, e a tutti le problematiche ad esso correlate, continuando a parlarne, magari anche a tavola, in pausa pranzo o meglio ancora quando siete a casa, con amici e parenti e preferibilmente anche in vacanza, senza riuscire veramente a godervi nemmeno il tempo “libero”, allo no, NON STATE LAVORANDO.
  6. SINDROME DELLA PIANIFICAZIONE: Se la vostra vita non gira, come la terra intorno al sole, attorno al calendario ferie, festività, santificazioni, ore di permesso, ponti stretti o lunghi, o mai concessi come quello sullo stretto di Messina, allora no, NON STATE LAVORANDO.
  7. DIETA SBILANCIATA: Se non siete ormai rassegnati, al panino in piedi al bancone del bar o peggio ancora alla porzione di insalata di riso del supermarket accanto al vostro ufficio, riscaldata nel microonde del ripostiglio, e mangiata davanti al computer, e se la sera non cenate con una pizza surgelata, perché siete usciti troppo tardi per andare a fare una spesa decente, e siete comunque troppo stanchi per cucinare, allora no, NON STATE LAVORANDO.
  8. STANCHEZZA: Dovete essere stanchi, se il vostro lavoro non vi stanca fisicamente o almeno mentalmente, se non avete mal di schiena, mal di testa o per lo meno la sindrome del tunnel carpale per il troppo utilizzo del mouse, allora no, NON STATE LAVORANDO.
  9. ORIENTAMENTO ALLA PENSIONE: Se non fate almeno una volta al mese, il conto di quanto vi manca alla pensione, vedendola come risultato ultimo di tutta la vostra carriera, sapendo già che non sarà mai sufficiente a ricompensarvi di un tale numero di anni, passati a sopportare tutto quello che contengono gli otto punti precedenti, allora no, NON STATE LAVORANDO.
  10. WEEK END ADDICTED: Se non affrontate ogni lunedì mattina come se fosse l’ultimo giorno della vostra misera vita, se non riprendete colore in viso, spammando la vostra gioia nevrotica su tutti i social network a vostra disposizione, il venerdì pomeriggio, se non passate il sabato sfinendovi per fare tutte le cose non siete riusciti a fare durante la settimana, e la domenica non siete già incazzati perché porca miseria domani è già lunedì, beh, allora no, NON STATE LAVORANDO.

Quindi, se leggendo questo decalogo, non siete onestamente in grado, di riconoscervi almeno nel 70% delle casistiche elencate, sappiate, che siete dei probabili “fancazzisti”. ( You are wasting your time darling!). Se fate un lavoro che vi piace, se avete il tempo di fare due passi, se non avete colleghi che ve le frantumano o capi che non vi rispettano, se magari nemmeno lo avete un capo ( sacrilegio!), se avete pure la faccia tosta di lavorare secondo i vostri ritmi, agli orari che preferite e magari riuscite pure a cucinare o giocare con vostro figlio. Se lavorate al PC, magari restando in ciabatte e se non dovete chiedere le ferie a nessuno, perché magari non ne avete bisogno, perché lavorate sempre, magari anche quando gli altri sono in ferie o la domenica, perché il vostro lavoro vi piace e non avere orari non significa non avere responsabilità, allora beh, come diavolo fate a dire che state lavorando???!!!

Del resto in una società come la nostra, impregnata di cattolicesimo e permeata da una mentalità in cui il “valore del sacrificio”, il “senso di colpa”, il “senso del dovere” sono parte integrante del corredo genetico, chi riesce a godere di qualcosa che per definizione è solo una necessità, una scocciatura e un peso, non può essere che bandito, fuori dal recinto per favore.

In caso, sappiate che nella terra del Bianconiglio, sarete sempre ben accetti e che, non siamo più così pochi, da queste parti.

Vi aspetto.

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little-rabbit

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4 pensieri su ““Dieci regole”, per capire se stai “lavorando”.

  1. lularound

    0/10..sono grave?? 😉 Scherzi a parte, un vero piacere averti scoperta…e che bello non sentirsi più soli e così “strani”..il tempo lo perde piuttosto chi non si (pre)occupa di sè stesso e della propria felicità!

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