Il piccolo ponte che fu

 

tumblr_n5wmpkvlmm1rxbv0mo1_r3_1280

Il bello di essere una mamma, e soltanto una mamma, a volte, è anche quello di fare incontri. Non sempre sono speciali, di rado interessanti, talvolta stressanti, ma ogni incontro per me, è una potenziale scoperta, una fonte di idee, di pensieri, di cose su cui riflettere prima e scrivere poi. Stamattina però, sono stata fortunata, ne ho fatto uno, di quelli che scaldano il cuore.

Ero al nostro parco, il nostro angolo verde nel cuore delle Cascine a Firenze, forse ormai un po’ è anche il vostro, visto che ve ne parlo tanto spesso. Eravamo vicino al laghetto a fare le bolle di sapone, le solite, vecchie, intramontabili bolle di sapone, che ho riscoperto essere la magia di ogni giorno di sole. C’era tanta gente come sempre, a correre, pedalare, camminare, pattinare, a prendere il fresco sotto gli alberi, ma nessun bambino a parte Ruben, nessuna mamma a parte me. Eravamo gli unici rappresentanti della nostra specie in quel momento.

Poi, da lontano, vedo arrivare una coppia di anziani, con un piccolino biondissimo per mano, vengono verso di noi e il biondino resta totalmente affascinato dalle bolle, le guarda, poi si guarda intorno, sorpreso di tutto quello spazio, sorpreso di essere “libero”. Di solito Ruben gioca volentieri da solo ma il biondino aveva la sua stessa età e si è creata una di quelle inspiegabili, improvvise alchimie, a tal punto che ha deciso di tirare fuori i suoi giocattoli dalla borsa a forma di maialino, che mi porto sempre appresso e condividerli col nuovo arrivato. Una cosa ben rara ultimamente.

Si sono messi a giocare così tranquilli e gioiosi che io, ho potuto sedermi su una delle panchine che circondano il laghetto, accanto alla coppia di nonni e dedicarmi al mio incontro. La Nonna del biondino ha cominciato subito con l’elencarmi tutte le disgrazie della famiglia, il perché oggi il bambino era affidato a loro, la fuga del padre del piccolo e tante altri spiacevoli accadimenti, che si ammassavano come sassi sulla mia schiena, facendomi pensare che si, le donne si lamentano sempre o quantomeno, troppo spesso.

Il Nonno del biondino invece stava in disparte, ma osservava, osservava tutto intorno rapito e io aspettavo solo che dicesse qualcosa, poi, finalmente, lo ha fatto. E all’improvviso avrei potuto stare ore ad ascoltarlo, a perdermi nei suoi ricordi gentili. Mi ha detto che gli sembrava così strano che non ci fossero bambini, che lui era nato e cresciuto in un quartiere dall’altra parte del fiume Arno, a due passi da questo parco e che allora, allora i bambini era dappertutto.  Perché non esistevano gli asili nido, qualcuno, forse, ma i bambini non ci andavano. I bambini stavano con le nonne e con le mamme, sempre. Lui al parco delle Cascine ci veniva con la nonna, le siepi erano più alte, mi diceva, e lui insieme agli amici ci giocava a nascondino, stavano sempre fuori, mi diceva, anche quando era inverno, se non pioveva. Il ponte di cemento che i fiorentini chiamano “La passerella” e che io attraverso col passeggino, una volta, non c’era, era solo un piccolo ponticello di legno, che l’alluvione del 1966 si portò via, insieme a tante cose, a tante vite. Si pagava un pedaggio a kg per attraversarlo, ma se si formavano dei piccoli gruppi, si pagava di meno, così la sua nonna metteva insieme tanti bambini che volevano attraversarlo per andare a giocare, e pagava solo le cento lire, per passare. Me la sono immaginata quella nonna fiorentina, con il grembiule sempre allacciato alla vita, che radunava i bambini per fare il peso e poi li accompagnava tutti a giocare, e le mamme che li chiamavano, quando era il momento di andare a mangiare. Meno male che oggi non si paga il pedaggio, oggi quella nonna non saprebbe dove trovarli i bambini, per fare il peso.

Sono spariti, dentro gli asili e le scuole materne, dove li fanno crescere in fretta. Sono affidati ad altri adulti che li tengono al caldo se fuori fa freddo e al fresco se fuori fa caldo. Eppure si ammalano lo stesso i nostri bambini, si ammalano spesso. E quando hanno un giorno di ferie, quando restano coi nonni che li portano al parco, in bicicletta, non sanno che fare di tutto quel tempo senza maestre e senza attività create apposta per loro. Sono come piccoli pappagalli smarriti, scappati dalla gabbia in cui sono cresciuti, bellissimi e pieni di colori, ma con ali che non sanno volare.

(La legge che istituisce gli asili nido veri e propri, in Italia, è del 1971, ed è la legge 1044/71, che definisce il nido come un “servizio sociale di interesse pubblico”.)

 

Ti è piaciuto quello che hai letto? Allora, condividilo sui social che frequenti, aiutami a fare saltellare il Bianconiglio in giro per il mondo!

little-rabbit

 

 

 

Annunci

Un pensiero su “Il piccolo ponte che fu

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...